Giordano Ambrosetti

CONSIGLIERE COMUNALE Forza Italia Gruppo Consiliare Locate Nuova

RIFORMA MINISTRO ON. GELMINI

Vi invito a leggere con attenzione e a divulgare quanto ricevuto da Angelo Scalese.

Certo, si può dirle brava per affetto, per partito preso perché le cose che fa nella scuola le avresti fatte tu al suo posto o semplicemente per piaggeria, ma ci sarà pure un metodo per valutare se un ministro è più o meno bravo di chi lo ha preceduto? Mettiamoli a confronto. I ministri della pubblica istruzione: Fioroni e Gelmini  hanno dovuto operare in un contesto fortemente vincolante: entrambi sono stati chiamati a ridurre il bilancio della Pubblica Istruzione.

Il primo era impegnato, con il governo Prodi, a rientrare nel 3% del rapporto deficit pil, la seconda aveva un compito ancora più difficile: l’ azzeramento del deficit pubblico in tre anni. L’ art. 1 della legge 133 dice che da qui a tre anni gli Italiani devono smettere di lasciare debiti ai propri figli. Non mi sembra un cattivo proposito. O no?

Per ottenere questo risultato Berlusconi aveva due opzioni: aumentare le tasse o ridurre la spesa pubblica. La prima l’ aveva sperimentata Prodi con l’ esito nefasto che tutti sanno e quindi l’ unica opzione rimasta era la riduzione della spesa pubblica. Berlusconi chiese ai ministri la riduzione proporzionale del fabbisogno di ciascuno in modo da portare il bilancio dello Stato in pareggio. Una identica richiesta l’ ebbe Fioroni, anche se in misura minore perché Padoa Schioppa aveva operato un forte prelievo fiscale al grido di: “Pagare le tasse è bello”. Cosa fece Fioroni per ridurre la spesa della scuola? Lo scopriamo leggendo la legge finanziaria di Prodi  in cui si dispone, al comma 620,  un taglio di 448,20 milioni di euro per il 2007, 1324,50 per il 2008 e 1402, 20 per il 2009. I tagli dovevano essere prodotti attraverso la riduzione del personale ata e del personale docente, incrementando dello 0,4% il rapporto alunno/classe. Di fronte a questi tagli indiscriminati di Fioroni cosa accadde? Scioperarono i sindacati? No! Gli studenti e i professori scesero in piazza e occuparono le scuole? Nemmeno! Bassolino, il boss dei rifiuti, insieme agli altri ottimi amministratori di sinistra, convocarono i consigli regionali, provinciali e comunali aperti per discutere sui tagli alla scuola e ai bambini? Nulla di tutto questo. Silenzio assoluto! Bisognava rientrare nei parametri di Maastricht.

Arriva Gelmini e si ritrova lo stesso problema: tagliare la spesa. Nel 2009: 456 milioni, nel 2010: 1650 milioni, nel 2011: 2538 milioni, nel 2012: 3188 milioni. Per operare questi tagli il neo ministro non fa come Fioroni che aumentò il numero di alunni per classe, andando a peggiorare la situazione delle classi già numerose, ma si interroga sulla condizione della scuola italiana e la mette a confronto con la scuola in Europa e scopre che in Italia, la media di 9 alunni per docente è dovuta ad una anomalia che non si riscontra in alcun paese in Europa e forse anche nel mondo: nelle scuole elementari ci sono 3 insegnanti ogni 2 classi mentre nel resto d’ Europa ce n’è solo uno per classe. Come mai? I bimbi italiani sono forse più stupidi dei loro compagni europei o abbiamo dei maestri troppo scadenti?

Nel confronto con l’ Europa si scopre che i nostri alunni fanno più ore di lezione e imparano meno. Ogni 100 alunni italiani solo 19 arrivano alla laurea mentre, negli altri paesi, questo numero raddoppia e in alcuni casi viene anche triplicato. In Italia si insegnano più materie che negli altri paesi. La spesa annua per alunno in Italia è di 6835 euro contro 6055 dell’ Europa per la primaria, 7599 contro 7462 per la secondaria di I grado e 7682 contro 7864 per la secondaria di II grado.(Spendiamo di meno solo per la secondaria di II grado). La spesa per le università è passata negli ultimi cinque anni da 6 a 7 miliardi di Euro. (un incremento del 16% annuo dovuto non alla crescita della ricerca ma al proliferare degli insegnamenti e delle sedi staccate). Nella scuola primaria e secondaria di primo grado, le classi di tempo pieno non vengono formate in base alla domanda dei cittadini, ma viene imposto dalle scuole agli utenti in base al numero di insegnanti da sistemare. Le scuole che offrono anche il tempo normale, cioè solo quello del mattino, si contano sul palmo di una mano.  

Di fronte a questa situazione la Gelmini che fa?

§ Elimina i moduli nella scuola primaria e introduce il maestro prevalente

§ Forma le classi di tempo pieno sulla base dei bisogni delle famiglie e non degli insegnanti

§ Riduce del 17% il personale ATA

§ Introduce il voto di condotta, il voto numerico, e l’ insegnamento dell’ educazione civica.

§ Abolisce i corsi abilitanti SISS e rende abilitante la laurea specifica.

§ Adegua l’ orario delle lezioni alla media europea: (24 o 27 o 30 +10 nella scuola primaria, 29 nella secondaria di I grado, 30 ore nei licei, 32 per licei artistici e musicali, istituti tecnici e scuole professionali)

§ Elimina le ore di compresenza.

§ Accorpa le classi di concorso.

§ Accorpa le scuole di montagna sotto un’ unica amministrazione

§ Dispone la riconversione professionale dei docenti non adatti all’ insegnamento e la formazione di quelli adatti.

§ Crea un ruolo per i docenti inidonei.

§ Dispone che il 30% delle economie siano destinate a premiare i docenti meritevoli e alla loro formazione.

§ Mantiene inalterate le risorse per il sostegno.

§ Blocca per cinque anni i libri di testo.

§ Dispone il monitoraggio e la valutazione continua e obbligatoria della scuola.

§ Ripropone l’ anticipo scolastico e ripristina la facoltà di assolvere l’ obbligo scolastico anche attraverso le scuole regionali.

§ Per gli alunni stranieri che non conoscono la lingua italiana dispone la frequenza di classi ponte per un più rapido inserimento nella classe.

§ La legge 133 del 6 agosto 2008 all’ art. 16 concede alle università la facoltà di trasformarsi in fondazioni, concedendo autonomia gestionale, organizzativa e contabile, all’ art. 17 dispone la chiusura della fondazione IRI e il trasferimento del suo patrimonio alla fondazione: Istituto Italiano di Tecnologia al fine di favorire lo sviluppo dei progetti di ricerca di eccellenza, all’ art. 63 bis, dispone che il 5 per 1000 venga destinato alla ricerca scientifica e sanitaria.

E l’ ultimo decreto della Gelmini sull’ Università cosa prevede?

TRASPARENZA NEI CONCORSI :Sarà eletto un pool di 12 professori all’interno del quale ne  saranno estratti a sorte 4 che faranno parte della commissione che giudicherà.

GIRO DI VITE SUGLI ATENEI SPRECONI:Le università con i bilanci in rosso non potranno assumere ulteriore personale


PIU’ RICERCA E UNIVERSITA’ PIU’ GIOVANE:
Per 1 docente in pensione entrano 2 ricercatori. Dal 2009 ci saranno 3000 posti in più per i ricercatori. 150 milioni di euro per favorire il turn over.

VENGONO PREMIATI GLI ATENEI MERITEVOLI!:500 milioni di euro solo alle Università migliori

BORSE DI STUDIO PER TUTTI I MERITEVOLI!:135 milioni di euro per 180.000 borse di studio per i capaci e meritevoli, privi di mezzi economici.

VIA I CORSI INUTILI! VIA LE SEDI DISTACCATE! (Finanziamenti a chi li elimina)

ENTI DI RICERCA E CONCORSI DA RICERCATORE
Gli enti di ricerca sono esclusi dal blocco delle assunzioni.
I bandi di concorso per posti da ricercatore già banditi sono esclusi dal blocco del  turnover.


65 MILIONI DI € PER NUOVE RESIDENZE UNIVERSITARIE.

Questi i provvedimenti che la Gelmini ha messo in cantiere nella scuola in soli sei mesi del suo ministero.

Sono tutti interventi utili e necessari per cambiare una scuola che costa molto e, pur non bocciando nessuno, riesce a portare alla laurea solo 19 alunni su 100. Una scuola che non premia chi vuol fare ricerca ma i baroni e le rendite parassitarie, una scuola che non consente Più all’ Italia di incrementare il PIL, una scuola che da tempo non dà all’ Italia premi Nobel (l’ ultimo assegnato all’ Italia è stato il Nobel a Dario Fò che non è certo un ricercatore).

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