Giordano Ambrosetti

CONSIGLIERE COMUNALE Forza Italia Gruppo Consiliare Locate Nuova

REINDUSTRIALIZZAZIONE AREE EX-SAIWA ED EX-SIVA

Oggetto: “REINDUSTRIALIZZAZIONE AREE EX-SAIWA ED EX-SIVA”: relazione Arch. Elisa Coffinardi Consulente Esterno PDL-LOCATE

Partendo dal presupposto che non vi è ancora una completezza di documentazione tale da fornire una analisi dettagliata, in quanto, per ciò che ho potuto  comprendere, sono stati divulgati dall’amministrazione solo progetti “non definitivi” e inoltre non e’ ancora chiara la destinazione finale della nuova area industriale, ho cercato di stendere comunque alcuni punti con considerazioni che riguardano principalmente la nuova viabilità ed le implicazioni che questa e le nuove destinazioni d’uso previste nel progetto comporteranno sulla vita cittadina.
Il Piano Integrato di Intervento di via Milano / Strada Provinciale n.164, prevede un intervento di 308.891,41 mq suddivisi in aree industriali, a verde pubblico, aree destinate a terziario e parcheggi, dunque presumibilmente il flusso veicolare che questo progetto incrementerà sarà principalmente quello di mezzi pesanti (essendo inoltre definita sul progetto l’area industriale A1  come area per collocazione logistica).

La nuova viabilità prevista prevede la realizzazione di due accessi all’area, il primo su via Milano ed il secondo sulla Strada Provinciale 28 “della Fontana”.
Per quanto riguarda il primo, la cui collocazione e’prospiciente a via Cavalli,  sono evidenti i problemi e i disagi che questo comporterebbe agli abitanti della zona, che tra l’altro devono già percorrere alcuni km proprio in questa direzione per raggiungere Locate (e se non mi sbaglio, proprio nell’area di fronte allo svincolo è previsto un ulteriore intervento residenziale).
In secondo luogo da questo svincolo per raggiungere la Val Tidone ci sarebbero due alternative, la nuova strada con il sottopassaggio tuttora in fase di realizzazione, e la rotonda al termine della via Milano.Entrambe le soluzioni presentano a mio parere delle criticità, la prima e più evidente consiste nel fatto che la nuova strada con il sottopassaggio rimarrà l’unica via di accesso ed uscita al paese non appena verrà chiuso il passaggio a livello della Fontana; la viabilità di Locate subirà già dei pesanti contraccolpi, che saranno aggravati a dismisura se su tale strada sarà presente un costante flusso di tir e di altri mezzi provenienti dalla nuova zona industriale; inoltre questa strada termina nella rotonda di Via Aldo Moro, che subirà un sovraccarico di traffico che per come è attualmente progettata dubito che riuscirà a sostenere non senza enormi disagi (considerando anche il fatto che tale rotonda si trova proprio in adiacenza delle scuole elementari).
L’altra alternativa per raggiungere la Val Tidone sarebbe proseguire su via Milano fino alla Rotonda e poi svoltare a destra sulla zona industriale di via Abruzzi, via Molise (territorio del comune di Locate), aggravando la già critica mole di traffico e tir proveniente dalla strada Vigentina.
Il secondo accesso all’area si colloca invece sulla Strada Provinciale 28, strada particolarmente cara ai cittadini Locatesi perché di collegamento con il Santuario della Fontana, e lo svincolo si trova proprio frontalmente a due cascine facenti parte del Parco Agricolo Sud Milano, le cascine Tappa e Tappino, e andrebbe ad inquinare sia visivamente che acusticamente con il suo flusso di mezzi pesanti  una delle aree paesaggisticamente più belle del nostro territorio. Da questo svincolo poi le alternative sarebbero o l’immissione nella viabilità della zona industriale di via Luxemburg, oppure l’immissione sulla Vigentina (dove lo svincolo esistente non è sicuramente adeguato a questo tipo di transiti) nel territorio del Comune di Opera.
I problemi sopra elencati sussisterebbero sia nel caso la destinazione finale dei capannoni (anzi per meglio dire vista la dimensione “padiglioni”) fosse quella di logistica sia nel caso si arrivasse alla ventilata soluzione del “trasferimento di via Sarpi” da Milano a Locate, e quindi con destinazione commerciale; in quest’ultimo caso il flusso veicolare sarebbe ancor più incrementato (meno mezzi pesanti ma più automobili) ed a questo proposito oltre ai problemi di traffico impliciti non mi pare sia prevista una dotazione di parcheggi e infrastrutture adeguate.
Oltre che dal punto di vista viabilistico, vorrei fare anche due considerazioni sulle implicazioni paesaggistiche, di impatto ambientale e per la comunità che questo progetto causerebbe.
Come dicevo prima l’area e’ una tra le più belle del territorio di Locate grazie soprattutto alla presenza del Santuario della Fontana, una zona particolarmente cara ai cittadini che già si erano schierati in maniera massiccia con raccolte di firme e quant’altro per dire no parecchi anni fa quando era stata avanzata l’ipotesi di un interporto nelle vicinanze della chiesa.
Questo intervento (sia che la destinazione finale sia industriale, che commerciale) andrebbe da un lato, con il flusso di traffico aggiunto, a rovinare la tranquillità dell’area del santuario dall’altro,  avrebbe un notevole impatto ambientale (data la dimensione dei capannoni che andrebbero a creare un imponente cortina edificata affacciata verso la Fontana alta anche 15 m), che nel progetto ci si propone di mitigare con la creazione di un enorme parco pubblico.
Dalle poche immagini progettuali che sono riuscita a vedere sul sito del Comune sembrerebbe prevista una massiccia alberatura, che a un primo sguardo sommario ammonterebbe almeno di 5/6 mila alberi (mentre nel computo ne sono previste non più di 2000) e comunque passerebbero anni prima che tale piantumazione raggiunga dimensioni adeguate da mitigare l’impatto visivo dell’intervento. La creazione di questo parco, crea inoltre altri quesiti, non e’ specificato che tipo di “verde pubblico” si vuole andare a realizzare, se semplice bosco, oppure parco attrezzato con percorsi, illuminazione ecc… il che richiederebbe al comune un grandissimo impegno dal punto di vista gestionale, gestione che, se non affrontata correttamente crea il rischio di andare a degradare ulteriormente la zona creando inoltre problemi per la sicurezza dei cittadini.

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